La musica è essenziale per l’umanità. Ci aiuta a sentire e ad affrontare, ci innalza, ci ispira e ci accompagna e dipinge con trama emotiva i ricordi a cui la associamo.

I nostri gusti con la musica possono evolversi nel corso della nostra vita, man mano che impariamo e siamo esposti a diversi stili, generi, suoni. E anche perché potremmo cercare diverse band / cantanti per soddisfare il nostro umore attuale del momento. Ma quando guardiamo indietro, ci saranno sempre alcuni artisti che rimarranno nei nostri cuori perché sono stati la colonna sonora della nostra vita.

Per me, è stato il caso dei “Roxette”, una band che è stata sempre presente nel mio viaggio, per quanto io possa ricordare.

E per questo, ho avuto nel corso del tempo molte critiche da persone che conoscevano solo il loro uno o due più grandi successi e lo hanno definito una “band minore”.

Non mi è mai importato e sono stato un fan orgoglioso, in particolare del bellissimo spirito della cantante, Marie Fredriksson, la cui voce potente è sempre riuscita a intrufolarsi nella mia anima e toccarla.

Ecco perché oggi mi si spezza il cuore nel leggere della morte di Marie, a 61 anni, dopo aver combattuto 17 anni contro il cancro al cervello. Mi sembra di perdere qualcuno molto vicino, che è sempre stato presente a darmi conforto e ispirazione, mentre cantavo forte insieme a lei.

E  sento come una valanga di ricordi che mi arrivano addosso …

Mi rivedo, da giovine, quando temevo i miei sentimenti, la mia identità sessuale, nascosta in un cassetto, con il sogno di poter dire la mia verità e liberarmi dicendo ai miei cari che ero gay, e non ne ero capace. E sentirmi triste e  cantare con Marie la bellissima “You don’t understand me” (Non mi capisci)”. Perché allora mi sentivo come se nessuno potesse capirmi…

Mi rivedo nel mio primo anno a Barcellona, ​​1995, la prima volta lontano da casa. Un anno difficile per me,  mi mancava così tanto la mia famiglia e mi sentivo così solo. I Roxette arrivarono al grande magazzino Corte Ingles nel quartiere di Les Corts per firmare il loro ultimo album. Aspettai 3 ore e mezza in una fila enorme, con altri fan desiderosi di salutarli e ottenere i loro autografi. Erano davvero dolci e ricordo il sorriso più bello sul viso di Marie, instancabile, anche dopo aver firmato per ore.  Ascoltai quel CD senza sosta per ore e ore sul mio lettore portatile

Qualche anno dopo, credo fosse il 2000 … un amico lavorava alla radio. Mi mandò un messaggio all’ultimo minuto dicendo che poteva avere due biglietti per me per partecipare a un piccolo concerto esclusivo dei  Roxette alla Sala Bikini, che si sarebbe tenuto appena due ore dopo. Ricordo che corsi alla massima velocità, lungo le Ramblas a Barcellona, ​​per ritirare i biglietti dalla stazione radio e volare su un taxi verso la sala concerto. Così, all’ultimo minuto, tanto da non riuscire nemmeno a contattare mia sorella e, al suo posto la nostra migliore amica si unisce a me. Che notte magica ….

Probabilmente un anno dopo, andammo a vedere i Roxette in un grande concerto a Palau Sant Jordi, con mio cugino e un amico che volarono addirittura da Maiorca per unirsi a noi. Un’altra notte magica. E l’ultima volta che li avrei visti suonare dal vivo. Qualcosa di cui ora mi pento….

Nel 2002 frequentai la scuola di cinema a Cuba. Ricordo che entrai nella sala internet a pagamento,quando lessi il titolo: “A Marie Fredriksson è stato diagnosticato un tumore al cervello”. Andai sul sito web dei Roxette e piansi duramente e leggendo a lungo le testimonianze di altri fan che auguravano a Marie buona salute e recupero, esprimendo quanto la loro musica fosse stata importante in ciascuna delle loro vite.

 

Marie sopravvisse, ma con pesanti conseguenze: perse parzialmente la vista, molte delle sue forze e anche parte della sua voce sublime, che non fu mai più la stessa. Ma non perse mai il suo  spirito combattivo.

 E così, nei successivi 17 anni, anche con ulteriori peggioramenti della sua salute, riuscì comunque a fare alcuni album da solista, e qualche altro con i Roxette, oltre a diversi tour mondiali che non riesco nemmeno a immaginare quanto debbano essere stati duri.

Ho scoperto (un po’ in ritardo) il loro ultimo album, “Good Karma” (2016) e quando ho sentito la canzone “It just just happens”, il mio cuore si gonfia quando sento la voce di Marie salire quasi come ai vecchi tempi.

E questa settimana, dopo alcuni anni dal ritiro ordinatole dai medici, il corpo di Marie si è arreso…. Dopo 17 anni di lotta. Ma vivrà per sempre, nel cuore di tutti noi che l’abbiamo amata.

“Listen to your heart”… ascolta il tuo cuore, ci hai detto… ma oggi è impossibile.

Perché un cuore spezzato non può parlare.

Riposa in pace, Marie. E grazie di tutto ..

 

Sion Fullana