ALMANACCO ROCK

Buon Compleanno Alice

Timido, introverso, geniale, alcolizzato, dissociato, sadico, ironico: tutti questi aggettivi possono descrivere qualche aspetto della imprevedibile personalità di Alice Cooper.

Alice probabilmente è uno di quei musicisti che nella propria carriera finiscono con il raccogliere molto meno di quello che hanno seminato. Marginalmente innovativo dal punto di vista della composizione, Cooper è stato senza alcun dubbio il primo a realizzare la simbiosi rock-teatralità che ha creato a sua volta un numero considerevole di proseliti negli ultimi quarant’anni di musica. Inizialmente inviso alla critica e alla stampa americana come esponente demenziale e privo di pregi tecnici, Alice è poi riuscito, nel corso degli anni, a prendersi le sue rivincite, inventando un suono che è stato spesso oggetto di plagio.

Prima di diventare l’eroe di culto di molte generazioni di rockers, Vincent Damon, questo il suo vero nome, nato a Detroit il 4 febbraio del 1948, ha dovuto combattere contro la cecità dei critici e più in generale con l’intera classe di benpensanti che ha sempre visto nei suoi spettacoli un pericolo per i giovani, un’ironia corrosiva al limite a volte del buon gusto, ma dall’innegabile innovazione di fondo.

La sua carriera musicale prende forma quando abbandonata Detroit agli inizi degli anni settanta si trasferisce a Los Angeles; Alice preferisce la metropoli californiana per la decadenza di quest’ultima, dove la libidine per il denaro e la corsa al sesso sfrenato potevano appena essere velate da una patina di stile.

La svolta arriva quando incrocia sulla sua strada Bob Ezrin, un produttore che dalla fine degli anni settanta in poi legherà il proprio nome alle migliori e più importanti hard rock band americane.

Il primo successo è datato 1971, “Love it to death”: infatti nonostante riveli carenze tecniche, sarà senza dubbio considerato tra i suoi lavori migliori.

L’Album balza subito in vetta alle classifiche, mentre la famosa  “ I’m Eighteen”, una specie di apoteosi della confusione di un’intera generazione, sarà una sorta di risposta rock a “ My generetion” degli Who.

Già in questi anni gli incubi interiori di Alice prenderanno forma: i suoi concerti una rappresentazione teatrale dell’assurdo. Eccessi di ogni genere che culmineranno il più delle volte nella esecuzione pubblica finale dello stesso Cooper, che resuscita giusto in tempo per il bis, un ironico messaggio morale, dove il “colpevole” viene giustiziato per aver messo in pubblico la “verità”. Gli anni settanta rinvigoriscono la fama di Alice, lavori come “ Killer” (1971) ,“ School’s out” (1972) e “ Billion dollar babies” (1973) resteranno indelebili nella storia del rock e per gli amanti del genere. In questo periodo Alice dissacra le mille piccole manie che assillano la società americana. Immagine in continua espansione, ma anche gravi problemi con alcol e droga faranno da cornice a questo periodo artistico. A fine anni settanta Alice inventa un nuovo modo di fare musica, ribattezzato shock rock: il manifesto di questo modo innovativo è rappresentato dall’Album “ Welcome to my nightmare”(1975), un piccolo gioiello musicale, di marca “horror” d’autore. In questo lavoro Alice mette in mostra i suoi incubi, le sue frustranti manie, fin troppo evidenti e tangibili poi nei concerti.

Anni questi tra la fine degli anni settanta e ottanta dove mette seriamente a rischio la sua vita: Cooper è un uomo preso dai vortici dell’alcolismo, distrugge ogni buon proponimento, tanto che ad un certo punto la sua carriera sembrerà davvero irrecuperabile. Unica eccezione, quasi un lampo di lucidità, è “Flush the fashion” (1980); qui Alice sembra essere tornato in grande spolvero, perfettamente in grado di dire ancora la sua e al meglio! Altri lavori da sottolineare di questo periodo sono “Zipper Catches Skin” (1982))”, “Constictor” (1986) e” “Trash”(1989): nell’ Album sono presenti vari ospiti, con grandi nomi come Aerosmith, Jon Bon Jovi , Richie Sambora , Steve Lukather e molti altri e contiene singoli apprezzati come “Poison” (da cui è stato tratto un video criticato e, in seguito, censurato), e“Only My Heart Talkin’” (una ballad rock eseguita in duetto con Steven Tyler) .

Gli anni novanta di Alice si riveleranno invece di scarsa creatività, infatti i lavori realizzati “Hey Stoopid (1991) e “The Last Temptation” (1994) non otterranno un grande successo di pubblico e critica.

I duemila, dopo qualche periodo di inattività invece, vengono universamente riconosciuti come anni interessanti per la sua carriera: in album come “ The Eyes of Alice Cooper” (2003)  e “ Dirty Diamonds”(2005) Cooper oltre ad ottenere un buon successo di pubblico e critica, riuscirà a tornare alle origini e a sperimentare contaminazioni interessanti, in perfetto stile  folk rock, blues, garage rock, richiami alle melodie di un hard rock più moderno e con un notevole bagaglio  ispirativo

Buon Compleanno Alice, icona di un rock mai banale, sberleffo sarcastico e irriverente.

Testo di Giuseppe Frascella