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C’ERA UNA VOLTA MORGAN

Partiamo dalla fine. In questi ultimi giorni è rimbalzata come una pallina magica la notizia dello sfratto dalla sua abitazione di Marco “Morgan” Castoldi. Certo non mancano le azioni di solidarietà, come quella di Vittorio Sgarbi che definisce lui e la sua casa patrimoni artistici e che si è offerto di dargli alloggio in una parte del palazzo di Villa Savorelli nella Sutri dove Sgarbi è primo cittadino. Ma non mancano anche le dichiarazioni dello stesso Morgan, ultima la sua indignazione per la scenografia “offensiva a tre giorni dallo sfratto” alludendo ad un concerto ad Avellino nel contesto di una sagra gastronomica per l’altrettanto misero cachet di soli 5.OOO Euro. Sfido chiunque a sputare su un cachet del genere, nella situazione analoga alla sua, soprattutto quando la data è presa già da tempo. Ma Morgan è Morgan e solo per il genio (sì, avete letto bene, GENIO) che è si dovrebbe sorvolare a certe dichiarazioni. Quello che tutti conoscono e che vedono oggi è il Morgan dei talent, delle rivelazioni scandalose che lo hanno tagliato fuori dal Festival di Sanremo, del suo matrimonio tormentato con l’attrice Asia Argento. Ecco, lui è il risultato di una vita di successi, tutti meritatissimi, ma anche di eccessi, usi, abusi che si possono racchiudere in una parola: rifugio. Quando conobbi lui e i suoi Bluvertigo tutto era molto diverso da quello che è oggi. Era il 1997 e quel giorno in TV trasmettevano un festival di livello nazionale (non ricordo assolutamente quale) e mi colpirono loro durante l’esecuzione de “Il Mio Mal Di Testa” dove Morgan spiccava con la sua tecnica al basso (suonato mancino con le corde montate da destrorso) e non solo. Talmente magnetico era il suo carisma che mi innamorai di loro in maniera incondizionata.Ma vedevo che la luce che brillava nei suoi occhi era strana, colpiva immotivatamente al cuore. La sua vita non è stata sicuramente facile e lo si può ben capire leggendo i suoi testi. Uno di questi è di un brano, b-side del singolo “Altre f.d.v.” pubblicato nel 1998 e si chiama “Spazi Illimiti” che parla di un tema molto caro a lui e cioè la perdita. Perdita del padre morto suicida quando il “non ancora Morgan” era nel pieno della sua adolescenza. E’ un brano unico, da pelle d’oca e ascoltandolo si può ben capire lo stato di vuoto, rabbia, confusione ma anche tanta determinazione che in quel momento lo accompagnava. E l’amico di sempre, il compagno di giochi da una vita Andy Fumagalli conosce bene il nostro affezionatissimo (giusto per fare citazione di brizziana memoria), il quale si è detto vicino e sempre pronto ad aiutarlo Marco ha perso sì la casa e tutti speriamo in un epilogo positivo per questo, ma dalle immagini, dai video, dalle dichiarazioni si può vedere bene la sua solita irriverenza, dignità e spirito combattivo. Forse è una maschera che vuole usare come arma di difesa o forse è davvero forte e combattivo pronto a riprendere la sua vita in mano. In ogni caso il sottoscritto, come spero tanti altri della mia non lontanissima generazione, fa il tifo per lui. Marco, Morgan. L’uomo, l’artista

Gabriele Caramagno

 

(fotografie di Fabio De Vincentiis – Concerto Morgan Grottaglie (TA) luglio 2014

Puglia Rock è un magazine fotografico/musicale, volto a promuovere e documentare le attività musicali e gli artisti pugliesi.

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