OK, sto diventando vecchio e nostalgico, ma non ne ho potuto davvero fare a meno… di fare cosa?

Durante uno dei miei giri su Internet mi sono imbattuto in un oggetto che mi ha fatto tornare indietro ai miei quindici anni e non ho potuto fare a meno di cliccare impulsivamente sul tasto “acquista ora”.

Ne avevo davvero bisogno? No, assolutamente no, eppure l’ho acquistato.

MA COSA?

Un fantastico walkman…si proprio lui, l’ antenato del lettore MP3 che i cosiddetti “millennial” non avranno mai neanche visto, se non al massimo di sfuggita nei cassetti dei genitori dove si conservano gli oggetti che non useranno mai più ma che per qualche motivo non  hanno avuto il coraggio di buttare.

Eccolo qui!

Ma rispetto a al tradizionale walkman questo è dotato di connessione  bluetooth, quindi anziché ascoltarlo con le cuffiette, lo si può connettere ad una delle tante casse bluetooth di cui ormai siamo forniti ed ascoltare le vecchie musicassette (che non abbiamo avuto il coraggio di buttare…) impolverate e riscoprire brani che avevamo rinchiuso in qualche cassetto della memoria o che magari non siamo riusciti a ritrovare su Spotify o YouTube (esistono brani che non riesci a trovare online? Sì, ma mi vergogno troppo a dire quello che cercavo…)

Ne avevo davvero bisogno, dicevo?

No, assolutamente no…che poi diciamoci la verità: la musicassetta è sempre stata la sorella sfigata del vinile prima e poi del CD, ma negli anni ha avuto la sua popolarità grazie agli autoradio, al fatto che potevi realizzare le compilation da regalare alla ragazza che ti piaceva per fare il figo e mostrarle la tua cultura musicale e perché potevi registrare dalla radio (perdendo inevitabilemente l’intro e la fine).

Eppure sembra che la musicassetta stia  tornando “di moda”; se ne parla, manco a farlo apposta, sull’ultimo numero de “ L’Olifante”, la pubblicazione con la quale collaboriamo (con nostro immenso onore).

Da quanto riportato dall’ottimo Simone Solidoro infatti nel 2018 le musicassette hanno avuto un incremento nelle vendite del 23% negli Stati Uniti e del 120% nel Regno Unito (dato prodotto da Nielsen Music); il dato relativo non dice molto in realtà, mentre il dato assoluto è più veritiero per capire la portata del fenomeno. Infatti l’artista che ha venduto più musicassette negli UK risulta essere Billie Eilish con 4mila pezzi venduti. Quindi siamo ben lontani dal parlare di un vero e proprio ritorno in auge della musicassetta e ben lontani dal periodo d’oro che sta vivendo il vinile (vi rimandiamo a tal proposito all’articolo in cui si parlava di questo argomento https://www.pugliarock.it/record-store-day-2020/ ).

Secondo il Solidoro, si tratta in realtà più di un fenomeno di costume, e non possiamo affatto dargli torto;  del resto anche io ho acquistato il walkman non per vera necessità quanto per possedere un oggetto “vintage” (con la comodità del bluetooth).

Alla fine della fiera, se proprio vogliamo trovare un positività in questo fenomeno è, come già detto per il vinile, che il fenomeno del “relativo” ritorno delle musicassette può essere un sicuramente un vano tentativo di combattere lo strapotere di Spotify e l’ormai quasi impossibilità di considerare un disco come un “progetto” da ascoltare dall’inizio alla fine e non come una raccolta di brani di cui si ascolteranno soltanto i singoli.

Con l’assoluta consapevolezza che si tratta di una battaglia persa.

E allora mi godrò quei pochi brani introvabili su Internet con il fruscio della musicassetta, e pazienza se dovrò dotarmi di matita per riavvolgere il nastro.

Fabio De Vincentiis