RICORDANDO BATACLAN 13 NOVEMBRE 2014

Mi trovo a scrivere, a distanza di 4 anni, su quello che è successo in quella sera del 13 novembre del 2015.

Quell’attentato durante una partita di calcio allo Stade de France mi fa gelare il sangue ancora oggi in quanto, l’ 11 giugno di quello stesso anno, in quello stesso posto, ero a vivere una delle esperienze più belle della mia vita insieme alla mia compagna: Sir Paul McCartney che suonava per noi in un’atmosfera che definire magica sarebbe riduttivo. E c’era un’atmosfera sicuramente altrettanto magica per chi si trovava allo storico Bataclan di Parigi a godersi lo spettacolo degli Eagles of death Metal quella stessa sera. La gioia e l’entusiasmo di partecipare ad un evento pubblico mai ti farebbe pensare a qualcosa di negativo, che sia evento di musica, di sport o di altro. Ma per terrorismo si intende proprio questo: il male che arriva e dice “Vengo a metterti paura nel posto o nel momento che meno ti aspetti.”. E così fu. Il gruppo è lì sul palco, il divertimento è a mille, stai ascoltando uno dei tuoi brani preferiti, “Kiss the Devil”, e mica te lo aspetti di vedere la band che di colpo si ferma mentre da fondo sala senti dei rumori sordi tipo dei petardi. E lì il panico, ed è subito incubo. Un incubo che, solo in quel locale, si materializzerà in 89 ragazzi che non faranno mai più ritorno a casa (il bilancio totale delle vittime di quella sera fu di120). Il gruppo si salva, il loro giovane addetto al merchandising no. Neanche la nostra connazionale Valeria ce l’ha fatta, colpita da un unico proiettile in pieno volto e morta tra le braccia del fidanzato. Erano lì per divertirsi cazzo. Non è giusto che dei folli ignoranti debbano privarci di libertà e vita. Ma chi non ha paura va oltre: chi si è ripresentato insieme agli Eagles of Death Metal poche settimane dopo a concludere il concerto esattamente da dove lo lasciarono. In onore di quelle anime che non aspettavano altro che vedere conclusa la serata con applausi scroscianti piuttosto che a colpi di Kalashnikov. Unione e resistenza sono le migliori armi contro l’odio e il terrorismo. E un pizzico di cultura aiuterebbe non poco.

Peace.

Gabriele Caramagno