Intervista a Steve Birnbaum sul suo progetto fotografico “The Band Was Here” su Instagram

La comunità scientifica internazionale è unanimemente concorde sulla correlazione negativa sulla qualità e quantità del sonno legata all’utilizzo del cellulare nelle ore notturne.

Se poi come è capitato al sottoscritto qualche notte fa, si va a finire sulla pagina Instagram denominata “The Band Was Here”  potete tranquillamente dire addio alle possibilità di riaddormentarsi; quello che troverete sulla pagina IG sono foto di una mano in primo piano che mantiene stampe di alcune storiche fotografie di personaggi della musica scattate  proprio nelle loro location originali stando attenti a mantenere la giusta prospettiva dell’ originale.

Bruce Springsteen e la location della cover di “Letter to You” – Courtesy of Steve Birnbaum

Estasiati da questo progetto abbiamo raggiunto tramite mail, il “gestore” di questa pagina IG.

1) Come ti chiami e qual è esattamente il tuo lavoro?

Mi chiamo Steve Birnbaum e sono un documentarista e fotografo. Sono co-proprietario della società di produzione, Nom De Plu (https://nomdeplu.me/), specializzata in contenuti digitali e documentari cortometraggi.

2) Dove vivi?

Mi muovo principalmente tra New York e Filadelfia. Alcune delle mie immagini sono state scattate nell’area di Los Angeles quando sono lì per lavoro. Spero però di iniziare a viaggiare un po’ di più al di fuori di queste zone.

I Ramones e al 315 di Bowery Street a New York dove si trovava lo storico locale CBGB’s. Courtesy of Steve Birnbaum

3) Come hai iniziato questo progetto e come è nata l’idea?

È iniziato circa 12 anni fa, dopo aver visto alcune fotografie di guerra ”unite” alle immagini di come appariva il luogo oggi; ne rimasi folgorato. Ho iniziato quindi a fare qualcosa di simile con le immagini personali di famiglia, in modo simile a quelle che vedi sulla mia pagina Instagram, mantenendo la foto nel punto esatto in cui sono state scattate anni prima. Per un po’ le ho condivise solo sulla mia pagina Facebook privata per familiari e amici.

Una volta, durante un viaggio di lavoro a LA, mi recai a visitare la casa del programma televisivo “Six Feet Under”. È uno dei miei programmi preferiti e l’avevo proprio di recente rivisto; decisi quindi di fare quello che stavo facendo con le mie foto personali con una foto del cast di Six Feet Under fuori dalla casa dove sono girate le scene della serie.  Dopo averlo condiviso sul mio account Instagram privato (all’epoca) ed aver ricevuto numerosissimi feedback positivi dai miei amici,  decisi di visitare altre location televisive e cinematografiche e fare la stessa cosa. Aprii quindi un apposito account, ma scoprii casualmente che c’era già chi faceva la stessa cosa e addirittura alcune delle foto / location erano proprio le stesse. Avendo questa fotografa iniziato per prima questa attività decisi di passare alla musica; del resto avevo iniziato comunque da poco a sviluppare questo progetto, ed inoltre la passione per la musica e per la fotografia musicale sono molto più forti. Tra l’altro da allora sono entrato in contatto con la donna che lavora sul progetto delle location dei film e speriamo di incontrarci quanto prima per partire con una collaborazione.

Elvis Presley al Warwick Hotel di New York. Courtesy of Steve Birnbaum

4) Puoi spiegare il processo che usi per “ricreare” le immagini?

Parto dalle immagini di artisti e fotografi che ammiro, e stampo tutte le immagini prima di dirigermi verso la location. Alcuni luoghi sono più conosciuti di altri, ma se non ne sono sicuro faccio un approfondimento sugli artisti e sul fotografo: vado alla ricerca di tutto, dal trovare altre immagini dai provini di quel particolare servizio, ai programmi dei tour, alle vecchie interviste con musicisti o fotografi, ecc. Avendo vissuto a New York per così tanto tempo, ho acquisito una certa familiarità con l’architettura, quindi già a prima vista riesco a restringere il campo di ricerca, anche se poi da lì passo  a volte ore a cercare indizi su Google Maps che mi consentano di localizzare esattamente i punti.

Ho iniziato usando la mia fotocamera Canon Mark II, ma gestirla mentre mantenevo una foto e cercare di mettere a fuoco è diventato complicato. Sebbene la qualità della mia fotocamera fosse migliore, sono passato al mio iPhone. Scattare le foto e scaricare su Instagram è diventato così molto più veloce.

I Nirvana fotografati al Central Park di New York. Courtesy of Steve Birnbaum

5) Qual è stata la prima foto realizzata per questo progetto?

La prima immagine relativa alla musica erano i fotogrammi e le foto del dietro le quinte del video di Thriller di Michael Jackson. Sono un fanatico dei film horror e quel video musicale ha avuto un’enorme influenza su di me da bambino. È stata la mia prima introduzione all’ “horror” ed è stata anche davvero la mia prima introduzione alla musica. Michael Jackson era tutto allora. Quindi quando ero a LA, il pensiero di trovarmi nell’esatto punto di qualcosa di così influente e iconico per me, mi ha lasciato senza fiato. Non ho potuto evitare di farlo. Da allora ho migliorato il modo in cui stampo e scatto le mie foto, quindi spero di rivisitare presto quei luoghi per poter fare di meglio.

6) Sei mai stato in contatto con alcuni degli artisti / gruppi protagonisti delle tue foto? E qual è stato il loro feedback?

Sì, e questo è stato uno degli aspetti più importanti di questo progetto. I contatti che ho stabilito con alcuni dei fotografi e dei musicisti immortalati sono stati sorprendenti. Ho anche notato che ci sono artisti dei quali non ho ancora postato nulla che mi seguono e che mettono “like” alle mie immagini di tanto in tanto, e questa è stato per me sorprendente. Il feedback è stato sempre e comunque positivo e per fortuna nessun musicista o fotografo mi ha chiesto di rimuovere qualcosa. Tutti sono stati davvero di supporto.

La cover di Physical Graffiti dei Lede Zeppelin con un palazzo dell’ East Village di New York. Courtesy of Steve Birnbaum

7) Quanto tempo dedichi settimanalmente a questo progetto?

A causa della pandemia, avventurarsi in città e viaggiare è diventato molto difficile, quindi ora cerco di tanto in tanto di prendermi un’intera giornata in cui posso scattare 10-15 immagini tutte insieme per pubblicarle poi un po’ alla volta. Magari capita che carichi una “storia” nel momento in cui mi trovo nella location di uno scatto, ma per lo più vengono scattate durante una giornata e postate poi in un secondo momento.

8) Cosa ti sta portando questo progetto? (denaro / fama / nuove opportunità, ecc.).

La cosa principale è che sono in grado di mettermi in contatto con le persone e condividere qualcosa che è importante per me e se riesco a “dare” qualcosa agli altri, è fantastico!

Spesso ci mettiamo a scorrere le pagine di internet e dei social all’infinito, quindi se riesco a far fermare le persone per qualche secondo ed a trovarne piacere, è bellissimo. Quando le persone rispondono o condividono apertamente i loro sentimenti su ciò che quell’artista o quella foto significa per loro, hai raggiunto un obiettivo.

John Lennon e Yoko Ono, Settembre 1980 durante un servizio fotografico di K.Shinoyama. Courtesy of Steve Birnbaum

9) Pensi di farne un libro?

Ci sono molte direzioni in cui vorrei portare questo progetto, quindi spero che più opportunità si presentino nel tempo. Attualmente mi ha permesso di divertirmi e rimanere creativo e avere un contatto con la gente anche nel bel mezzo di progetti cinematografici lunghi che non consentono una risposta così rapida da parte del pubblico. È stato un buon modo per rimanere attivi ed essere creativi. Alla fine, mi piacerebbe realizzarne un libro. Ho avuto alcune proposte al riguardo, ma potrebbe non essere così facile per via dei diritti d’autore delle foto, quindi vedremo.

Grazie per il tuo tempo Steve e ancora congratulazioni per questo bellissimo progetto.

David Bowie fuori dal Tea & Sympathy a NYC. Courtesy of Steve Birnbaum