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Made in Puglia: Intervista agli Stain

Innanzitutto chi sono gli Stain e come avete cominciato?

Il progetto Stain è nato a Bari nel 2016. Il nostro genere di riferimento non è ben definito, potremmo ‘classificare’ il nostro primo lavoro a metà fra l’alternative rock/post-punk e il pop rock. Noi 4 suoniamo insieme dal 2012 però prima della nascita di questo progetto non avevamo ancora pensato di scrivere brani nostri. Inizialmente i ¾ del gruppo suonava la batteria, poi si è formata la line-up attuale con Francesco Lagioia (21 anni, voce), Michele Tangorra (21 anni, chitarra), Dario Ladisa (20 anni, basso), n.i.c.h.o. (20 anni, batteria, cori).

 

Stain in inglese significa “Macchia”; perché questo nome?

Macchia , come qualcosa di non definito, complesso, ma semplice in apparenza. Una macchia è anche metafora dell’identità, che dal punto di vista personale ma anche musicale, sentiamo ancora incompleta.

 

Come mai avete deciso di cantare in inglese?

È stata una scelta naturale.. forse siamo cresciuti musicalmente con gruppi che cantano in quella lingua, o forse pensiamo che l’inglese sia la lingua più adatta al genere che facciamo; di certo però pensare e scrivere un testo in inglese ci viene molto più spontaneo che farlo in italiano (almeno per ora).

 

Quali sono le vostre influenze musicali?

Uno dei gruppi che ci ha maggiormente influenzato sono gli U2, ma ci sono anche altri come Editors, Interpol, Radiohead, David Bowie, Arcade Fire, Stereophonics, giusto per citarne alcuni. Con il passare del tempo i nostri ascolti si stanno evolvendo, e sentiamo la necessità di sperimentare ed essere influenzati anche da artisti che non c’entrano nulla con quelli sopracitati.

“Zeus” è il vostro primo album. A vedere il vostro booklet sembra che il disco sia dedicato al vostro cane; è davvero così?

Si, ‘Zeus’ è il nome del cane a cui abbiamo dedicato il nostro primo album. La fase di produzione di questo disco è stata molto impegnativa. Ci ritrovavamo ogni giorno in sala prove, e Zeus ogni giorno era sempre lì. Sin da cucciolo vive con una catena al collo e quasi sempre in solitudine. Inizialmente non ci avevamo pensato, ma poi ci siamo accorti che lo scenario che viene descritto nei testi dell’album è turbato, meccanico; lo stesso che vive quotidianamente Zeus.

Parlateci di questo album, come è nato?

Inizialmente avevamo intenzione di pubblicare un EP di 5 brani, ma successivamente con la vittoria del Tour Music Fest che ci ha finanziato il tour promozionale dell’album, i nostri piani sono cambiati e in un periodo anche abbastanza breve abbiamo tirato su altri 6 brani che hanno completato l’album.

 

Con questo primo album vi siete già tolti due belle soddisfazioni: innanzitutto siete risultati vincitori del bando di Puglia Sounds che vi ha finanziato questo album, ed inoltre avete aperto il concerto di, nientedimeno che, Bryan Ferry a Foggia nella springedition del Medimex 2019. Credo ne siate fieri.

Il concerto al Medimex è stato sicuramente l’esperienza  più sentita ed entusiasmante che abbiamo vissuto fino ad oggi. Salire su un palco così grande, in un ambiente professionalmente al top non è da tutti i giorni , tra l’altro in apertura ad uno dei più grandi artisti della scena anni 70/80 come Bryan Ferry. Questo è stato possibile grazie al supporto di Puglia Sounds , una realtà che sostiene tutti i gruppi emergenti in Puglia che tutte le altre regioni ci invidiano e che noi vorremmo ringraziare. Un ringraziamento in particolare va a Cesare Veronico e Fabio Losito che credono nel nostro progetto e lo sostengono continuamente.

Come va l’attività live? Sarete in  tour questa estate?

Fino ad oggi abbiamo presentato l’album in 30 date in tutta l’Italia e ci aspettano in estate alcuni festival tra cui il Giovinazzo Rock festival e il Rockinday di San Vito dei Normanni.

 

Quali sono i vostri progetti futuri?

Siamo già al lavoro su altri brani, cercando di sperimentare un nuovo sound e di continuare a ricercare un’identità. Il nostro obiettivo  è principalmente l’estero, vorremmo portare la nostra musica oltre l’Italia, far diventare questo progetto, il più ‘europeo’ possibile.

 

 

Responsabile Redazione e Fotografo

fdvphotography@gmail.com