[vc_row][vc_column][vc_column_text][mkdf_dropcaps type=”normal” color=”” background_color=””]F[/mkdf_dropcaps]inalmente il Medimex sbarca a Taranto, nella terra dei due mari, sembra come se la città avesse fatto un salto nel passato nella Taranto degli anni ottanta, dove la Musica e i grandi nomi arrivarono, dove si respirava una aria di leggerezza e cultura tutto l’anno.
Dopo aver partecipato alle edizioni passate, assistere ad un evento di calibro artistico nella mia terra nativa è stata davvero una grande emozione, partendo dalle proiezioni dei documentari da Kurt Cobain a Sound City con la regia di Dave Grohl, frontman dei Foo Fighters, e noto per essere stato fino al 1994 il batterista dei Nirvana; incontri d’autore, concerti workshop, music market, showcase, presentazioni di libri, contest e premiazioni, quattro giorni che hanno davvero rappresentato il festival internazionale della musica. Quattro giorni, in cui ho visto una Taranto rinata, una nuova Taranto che dopo esser stata maltrattata, violentata, usata e sfruttata… Ho visto una Taranto diversa, sorridente.
Sicuramente è stato un bilancio positivo che ha contato oltre 60mila presenze sparse su tutti gli eventi, 200 gli artisti coinvolti, quasi 400 gli operatori nazionali e pugliesi, 800mila i contatti sui social, e tantissime presenze turistiche che hanno fatto sold out nelle strutture ricettive, 120 testate giornalistiche accreditate.
In esclusiva italiana ha fatto parte di questa edizione del Medimex, anche l’installazione site specific «Learning How to See in the Dark» realizzata per il Castello Aragonese da Arthur Duff su commissione del progetto di arte contemporanea ConTempo.[/vc_column_text][vc_empty_space][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_single_image image=”3699″ img_size=”full”][vc_empty_space height=”10px”][vc_column_text]Gli eventi erano dislocati, questo ha dato la possibilità di far conoscere, scoprire e riscoprire alcune delle bellezze del posto. Ci si spostava tra i giardini peripato, il circolo ufficiali, il conservatorio Paisiello nel borgo antico, la rotonda sul mare, il museo Marta dove si è svolta la mostra presentata da Michael Lavine e Charles Peterson, i due fotografi americani dei quali il Museo archeologico ospiterà sino al 1° luglio gli scatti della mostra «Kurt Cobain & Il Grunge: Una rivoluzione», che ha già fatto registrare quasi mille visitatori paganti.
Il main stage della Rotonda del Lungomare per tre giorni ha ospitato i Kraftwerk per l’unica data italiana del loro show tridimensionale, i Placebo, Roni Size e Dynamite MC, Metà Metà, Kiol, Casino Royale, Canzoniere Grecanico Salentino, E Green con Fido Guido e Zakalicious, Nitro e, infine, Daddy G dei Massive Attack. Sul palco del Molo Sant’Eligio si sono tenuti, dopo la mezzanotte, le esibizioni di Dj Gruff con Gianluca Petrella e dei Mangaboo, e nel pomeriggio gli showcase degli artisti delle scene indie/pop/rock, world e jazz e altri live collaterali. E poi, gli appuntamenti nella Villa Peripato, dove si sono svolti gli incontri d’autore con Diodato, Emma Marrone, Giuliano Sangiorgi, Raphael Gualazzi, Ghemon, Renzo Rubino, Mirkoeilcane, Paul Cook dei Sex Pistols e Nitro.[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_empty_space][vc_row_inner][vc_column_inner][vc_single_image image=”3701″ img_size=”full”][vc_empty_space height=”10px”][vc_column_text]Taranto merita di riscattarsi e sta avendo pian piano la voglia e la volontà delle persone di farlo, lo dimostrano i vari eventi a livello musicale come il Primo Maggio, il Taranto Rock Festival ed il Cinzella, eppure tutto ciò non è una novità. e Taranto potrebbe ritornare ad essere la capitale  della musica come accadeva negli anni ’80. A proposito di questo periodo storico, ho posto due domande a Marcello Nitti, fotografo professionista e giornalista che nel tempo ha raccolto più di trent’anni di musica in immagini, divulgando e promuovendo la sua passione per la cultura musicale.
Negli anni ’80 fu il responsabile dei più importanti eventi musicali realizzati a Taranto e provincia, ne ricordiamo alcuni come Bauhaus, New Order, Simple Minds, Ultravox, The Cult, The Sound, Siouxsie & The Bansheees, Style Council che si esibirono nel capoluogo jonico dal 1982 al 1987.[/vc_column_text][/vc_column_inner][/vc_row_inner][vc_empty_space][vc_column_text]-Cosa hanno rappresentato gli anni ottanta per te? Come è stato vivere in un’epoca dove la musica riusciva ad unire e spingere le masse ovunque, qual’è la tua percezione?
“Riassumere in poche righe una decade è compito di persone molto brave con la penna ed io sono una persona che scrive lentamente e ho sempre da aggiungere a qualcosa che mi sembrava spiegata bene. Gli anni 80 sono stati per me il centro di equilibrio tra l’adolescenza e la maturità e averli vissuti interamente a Taranto  mi ha permesso di crescere insieme a centinaia di giovani che anch’essi vivevano un enorme senso di libertà che i nostri genitori non avevano vissuto. Nella Taranto di quegli anni il vigore e l’interesse per la musica era notevole.; ho conosciuto centinaia di giovani che condividevano la passione per la musica e capii subito che le loro emozioni erano parte della loro vita. Crescendo insieme ad una generazione che amava la musica non è stato difficile per me sentirmi parte di un gruppo dove si trasmettevano pensieri, opinioni, gioie, esaltazioni e dove avvenivano dialoghi e messa in atto di progetti musicali,di nuove bands e di un nuovo stile di vita.. C’erano i romantics, i dark , i punk , i new wavers e quelli del Rock che non (indie)treggiavano mai!
In conclusione, una decade all’insegna della partecipazione e dell’esserci in prima persona al cambiamento dei costumi e delle nuove tendenze. “

– Come è stato rivivere una Taranto attiva musicalmente, dove potersi destreggiare tra un posto e l’altro, immersi in un mondo fatto di musica. Come hai vissuto questo Medimex?
“Per quanto mi riguarda ho partecipato a diversi eventi del Medimex a Taranto 2018 e il mio feedback è senz’altro positivo, se non altro per il motivo di ritrovarsi a vivere episodi di rilevanza internazionale in una città di provincia del Sud Italia. Incontri, meeting, concerti, merchandising, interviste, eventi culturali di letteratura hanno proiettato per alcuni giorni la mia città in un polo di centrale interesse.. Scambi con persone di altre regioni hanno esaltato in me l’importanza di manifestazioni del genere.. Rimane comunque uno dei tanti modi di fare cultura e crescita economica, con la consapevolezza che altre forze devono dialogare per produrre una società vivibile ed economicamente migliore”

Il Medimex sbarcherà ancora una volta nella città dei due mari per l’edizione 2019, e sarà probabilmente il tempo di festeggiare i 50 anni di Woodstock…nel frattempo Buona Musica a tutti.

 

Simona De Pace[/vc_column_text][/vc_column][/vc_row]