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MONDO DENTRO – L’ITALIA RACCONTATA DAI CRIFIU

E’ uscito lo scorso 18 giugno “Mondo dentro”, il terzo album dei Crifiu, ed è una ulteriore prova di come il quartetto salentino, capitanato da Andrea Pasca e soci, sia fortemente attaccato alle proprie radici.

E’ un disco in cui prevale una sorta di distacco dalla contemporaneità, non solo dal punto di vista della musica, ma anche dei testi. Quando pensiamo ad artisti emergenti, subito il pensiero corre alle nuove tendenze della trap, indie pop, Itpop e derivati; i Crifiu non sono niente di tutto questo, sono la voce fuori dal coro, ed è per questo che non passano inosservati.

Mettono insieme la musica elettronica con la musica etnica, senza creare nulla di complesso. Il risultato vede 13 nuove canzoni godibilissime, a dimostrazione che anche le canzoni che non parlano di sole, cuore e amore, possono avere un impatto immediato.

Già, perché queste canzoni non sono per nulla banali, sono più che altro 13 storie che vanno a comporre quello che, i nostalgici degli anni Settanta, chiamano concept album. Sin dalla traccia di apertura “Eppure l’Italia va avanti” si nota questa rappresentazione onesta della realtà con tanta voglia di evadere, di rimboccarsi le maniche e ricominciare, temi che si ripeteranno negli altri brani del disco.

Non possono mancare le collaborazioni. Le due più evidenti sono con i conterranei Sud Sound System in “Mondo dentro”, uno dei brani migliori, tra i più trascinanti soprattutto grazie alla parte cantata in dialetto salentino che è la ciliegina sulla torta, e poi con Carlo Lucarelli che recita una parte del testo di “Io posso”, brano per nulla minore, scritto per l’associazione 2HE che ha promosso il primo lido in Italia per malati affetti da Sla. E poi non si può non sottolineare la presenza di Valerio Jovine, membro dei 99 Posse in “Ogni angolo è un mondo”, un inno alla diversità, considerata una risorsa e non un problema, dalle sonorità completamente mediterranee.

Tra i pezzi migliori spiccano anche “Eva era nera”, che affronta il tema dei migranti, con un riferimento chiaro e diretto a Matteo Salvini, che magari appena lo ascolterà, gli affibbierà l’etichetta di radical chic, ma in fondo chi se ne importa.

Non passano inosservate neanche “Precario”, un racconto sull’instabilità non solo lavorativa, ma anche quotidiana, e “Fake”, un chiaro riferimento ironico all’abuso dei social network che creano una versione distorta della realtà.

Ma non è finita qui perché il disco si chiude in bellezza con “Il clown di Aleppo” che racconta la toccante storia di un volontario siriano, che decide di restare nel suo Paese durante la guerra per regalare un sorriso ai bambini, e  “Tutte le strade portano a mare”, brano a stampo ecologista volto a preservare le bellezze del Pianeta.

Volendo dare tre aggettivi al disco, i primi che mi vengono in mente sono attuale, contemporaneo e semplice, andando così a sdoganare il mito che una canzone impegnata sia per forza triste. Non è questo il caso dei Crifiu,che vedono nella leggerezza il primo passo per una ricostruzione ideologica oltre che musicale.

 

IVAN CECERE

Puglia Rock è un magazine fotografico/musicale, volto a promuovere e documentare le attività musicali e gli artisti pugliesi.

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