“I’m still a Mod, I’ll always be a Mod, you can bury me a Mod.”

Il regalo più bello che potesse farci il Locus Festival di Locorotondo (oltre ovviamente ai Deproducers nel 2017) è stato quello di ospitare qui in Puglia il 25 luglio una leggenda vivente del rock inglese.
Se nel panorama musicale internazionale c’è stata una figura che ha lasciato un segno, ed è stato esempio sia umano che artistico per band e artisti degli ultimi 20-30 anni, quello è sicuramente Paul Weller.
Nella seconda metà degli anni 70 nel pieno del fenomeno Punk in cui gruppi come Sex Pistols, Buzzcocks Generation X e molti altri urlavano ai giovani attraverso i microfoni quello che di marcio c’era nella loro Patria (grazie anche a un partito laburista che mandò nel caos un intero paese è in disperazione la classe operaia) il giovane Weller saltò fuori con i suoi Jam e divennero gli effettivi iniziatori di quel revival Mod che ancora oggi persiste a suon di Rythm’n’Blues.
Il momento era perfetto e il successo non tardò a venire: cinque anni di successi fermati bruscamente dalla decisione dello stesso Weller di sciogliere la band per formare poi gli
altrettanto famosi Style Council assieme all’ex Dexy’s Midnight Runners (quelli di Come On Eileen) Mick Talbot.


Dagli anni novanta ad oggi il nostro Modfather ha intrapreso la carriera solista e non ha mai voluto prendere parte a nessuna reunion dei Jam, anche se nei suoi concerti esegue comunque molti brani del suo ex gruppo (ne è stato il principale autore).

Attendendo con ansia il suo concerto alla masseria Mavugliola consiglio l’ascolto di quelli che sono stati il primo e l’ultimo singolo dei Jam:
In the city del 1977 e Beat Surrender del 1982. Buon ascolto.


Gabriele Caramagno

 

Evento realizzato da Locus Festival – Bass Culture