Blanco incendia il Parco Gondar: Gallipoli canta sotto le stelle.

La notte del 2 agosto Blanco è tornato in Puglia portando il suo tour estivo sul palco del Parco Gondar di Gallipoli. Un ritorno atteso da migliaia di fan che hanno trasformato l’arena in un unico grande coro, accompagnando l’artista, dall’inizio alla fine, di una serata intensa e travolgente.

Le prime note di «Mezz’ora di sole» hanno dato il via allo spettacolo, accendendo immediatamente l’entusiasmo del pubblico. Da quel momento in poi, il dialogo tra Blanco e la folla non si è mai interrotto. Più volte il cantante ha richiamato l’attenzione dei presenti con il suo immancabile: «Gallipoli, ci sei?», lasciandosi andare anche a parole di sincera ammirazione per la Puglia, una terra alla quale ha dichiarato di sentirsi particolarmente legato.

La scaletta ha attraversato alcune delle pagine più significative del suo repertorio. Brani come «L’Isola delle Rose», «Paraocchi», «Maledetta Rabbia» e «Brividi» hanno infiammato il pubblico, che ha cantato ogni parola con la stessa intensità dell’artista.

Uno dei momenti più emozionanti della serata è arrivato durante «Un briciolo di allegria». Mentre la sua voce si diffondeva tra le migliaia di persone presenti, Blanco si è fermato a osservare il mare di luci davanti a sé, lasciando trasparire tutta la sua emozione.

Il rapporto diretto con il pubblico è stato il filo conduttore dell’intero concerto. Spesso l’artista è sceso sotto il palco per avvicinarsi alle prime file, si è arrampicato alle transenne, ha stretto mani, incrociato sguardi, mandato cuori e baci ai fan. Non sono mancati i richiami alla sicurezza affinché venissero distribuite bottiglie d’acqua ai presenti, messi a dura prova dalle alte temperature della serata.

Un caldo che neppure lui è riuscito a ignorare. Durante lo spettacolo, Blanco ha deciso di togliere la maglietta e continuare il live a petto nudo, mostrando i tatuaggi che raccontano la sua storia e il suo percorso artistico.

A un certo punto del concerto, ha introdotto alcuni brani definendoli come canzoni che, a suo dire, non avevano ricevuto il riconoscimento che meritavano. Eppure la risposta del pubblico è stata immediata ed inequivocabile: ogni strofa è stata cantata a squarciagola, ogni parola accolta con entusiasmo. Nessun silenzio, nessuna esitazione. Solo migliaia di voci unite dalla stessa emozione.

Così «Fuochi per aria», «Los Angeles» e «Blu Celeste» hanno trovato nuova vita tra le mani alzate e le luci dei telefoni che illuminavano la notte gallipolina.

Prima del gran finale, Blanco ha voluto dedicare un momento di ringraziamento ai musicisti che lo accompagnano sul palco: il batterista Carmine Landolfi, il sassofonista Gabriele Bolognesi, impegnato anche a synth e tastiere, i chitarristi Giacomo Ruggeri e Michelangelo e il bassista Emanuele Nazzaro.

Un ringraziamento sincero e sentito è stato infine rivolto al pubblico del Parco Gondar, protagonista di una serata in cui ogni canzone è diventata voce collettiva, trasformando il concerto in qualcosa di più di una semplice esibizione; una condivisione autentica di emozioni.

Si ringrazia l’Oversound Festival per l’organizzazione dell’evento.

SCALETTA:

1. Mezz’ora di sole
2. L’Isola delle Rose
3. Paraocchi
4. Ladro di fiori
5. Anche a vent’anni si muore
6. Finché non mi seppelliscono
7. Maledetta Rabbia
8. Piangere a 90
9. Lucciole
10. Brividi
11. Bruciasse il cielo
12. Un briciolo di allegria
13. Ricordi
14. La canzone nostra
15. 15 dicembre (Prima)
16. Fuochi per aria (La fortuna)
17. Los Angeles
18. «Blu Celeste
19. Woo
20. Mi fai impazzire
21. Pornografia (Bianco Paradiso)
22. Notti in bianco

Articolo di Angela Casarano.
Foto per gentile concessione di Francesco Sciolti