S’intitola “L’esprit de l’escalier” in uscita dallo scorso 8 maggio, il nuovo singolo dei pugliesi Blue Town, talentuoso quartetto pugliese , composto da Michele Amoruso, Vittorio Monticelli, Francesco Porro e Lorenzo Coratella, che anticipa il nuovo album intitolato “Welcome to Blue Town” in uscita la prossima estate e disponibile in streaming sulle principali piattaforme musicali, distribuito da Spazio Dischi con il supporto promozionale di Doppio Clic Promotions. Progetto nato nel 2015 quello dei Blue Town, capaci di fondere in un suono avvolgente e pieno di contenuti diversi stili ed esperienze musicali, che spaziano dall’alternative, all post punk, alla new wave, al nu gaze e alla psichedelia, dove intimità e movimento armonico si conformano in un mix musicalmente interessante e che negli anni hanno trovato la precisa emissione di emozioni in lavori di ottima portata come nell’ EP “Travelling”, pubblicato nel 2019, nell’’EP “Ghosts” e nel il singolo “No Heir After” nei primi mesi del 2020, progetti pervasi da suoni ambient e noise, mentre nel 2021 pubblicano “Rearview”, un brano dalle sfumature psychedelic folk, all’apparenza distaccato, che mostra la loro attitudine verso racconti musicali poetici e delicati. Nel 2022 arriva “22:22”, mini-concept album dal suono sovrapposto ed ipnotico, indagine schietta sulla caducità del tempo e dell’esistenza. Il nuovo brano in perfetto stile shoegaze è un susseguirsi di registri musicali accompagnate da più linee melodiche, con la intro sussurrata e sognante in perfetto stile synthpop, che si alterna ad energici muri e riff di chitarra fluttuanti, distorsioni accentuate, esaltate dal suono esplicito e diretto del basso, base ritmica potente e capace di permeare la canzone, in una sorta di “bifrontismo musicale” tra forza e fragilità. A parlare del brano e della sua origine sono gli stessi musicisti: “Il brano nasce nel 2017, da un’idea di Vittorio (Sid) che affrontava, nella prima stesura del testo, delle tematiche diverse e più legate ad una sfumatura dell’amore .Nell’immaginario dell’album, tuttavia, il brano ha assunto un significato più trasversale e, forse, maturo, rispetto a quanto rappresenta per noi la socialità in un senso più ampio cambiamento del brano riflette anche il cambiamento vissuto in prima persona da chi scrive, inserendosi nel concept in una situazione ben specifica, traendo spunto da un’espressione spesso utilizzata in Francia coniata dal filosofo Diderot. Egli, durante una cena a casa del politico Necker, ricevette un’obiezione che lo lasciò senza argomenti; una risposta perfetta gli sovvenne solo al termine della serata, quando raggiunse “il fondo delle scale”. Questa storia ci è risultata calzante nel rappresentare a livello metaforico ciò che succede quando in una situazione sociale ci si ritrova a non avere la risposta pronta, ed affrontare di conseguenza gli altri con una certa insicurezza, rappresentate dal titolo stesso del brano e, sulla copertina, come una figura eterea, con un alone quasi trasparente che aleggia sul protagonista .Il brano, dal punto di vista della scrittura, sceglie di raccontare gli eventi in prima persona, un aspetto che si trasferisce quasi “a specchio” nella copertina scelta: il punto di vista, infatti, è quello del mondo esterno, di chi rimane alla festa e fa parte del contesto da cui fuggire e che osserva in maniera fuggevole il protagonista, il quale si allontana dal luogo dello svolgimento ma che al contempo ci guarda, indeciso, per un’ultima volta.”
Canzone dai tipici “vissuti rock”, riflesso ideale tra fragile fuggevolezza e vitale incisività. Buon ascolto!
LINE-UP:
Michele Amoruso (maf): guitar, synth, vocals
Vittorio Monticelli (sid): bass, vocals
Francesco Porro (pir): guitar
Lorenzo Coratella (lor): drums, percussions
TESTO
Prendo un po’ di me in un contorno che
Niente cambia
Ogni parte veste e va
Sopra un palco
Devo dirti cose che
Non potrei poi dirti mai
Forse guarda
o forse aspetta che
cercando fra i miei resti
neanche sulla scala
Ripiombando verso il blu
Stringi una figura
Vorrei solo un round in più
non ho fatto in tempo
Forse è spento
O forse lo contrasto
Anche se ogni tanto
Poi non ci ripenso
Forse sono solo stanco e non mi va
Elaborare in fretta
Scorre nella mente
Mai nella realtà
Via di qua / Now get out
Articolo di Giuseppe Frascella