Kiko Loureiro e il suo European Tour a Bari

Approda a Bari, al Teatro Abeliano, il Tour Europeo del 2025 di Kiko Loureiro, chitarrista Brasiliano che ha militato negli Angra e nei Megadeth. Kiko è un chitarrista prevalentemente metal, ma non solo, riesce ad unire il virtuosismo chitarristico estremo alla melodicità e sensibilità compositiva, i suoi fraseggi non sono mai fine a sé stessi.

La sua sensibilità artistica lo ha portato ad essere un elemento essenziale negli Angra, band power metal Brasiliana, nella quale ha contribuito, in maniera determinante, alla composizione di album estremamente importanti nel power metal mondiale, tra cui Rebirth, Temple of Shadow e Aurora Consurgens. La collaborazione di Kiko con gli Angra è durata più di 20 anni, con cui ha inciso 8 album.

Ma nel 2014 arriva la chiamata di Dave Mustaine, che gli offre il posto di lead guitar nei Megadeth, come dirgli di no, con loro inciderà 2 album e farà diversi tour mondiali, diventando un idolo per molti chitarristi. Kiko riesce ad integrarsi con naturalezza nei Megadeth, senza snaturare il sound della band, ma dando una nuova vitalità alla storica Band Americana. Come chitarrista solista ha pubblicato 6 album che spaziano dal metal al rock fusion al latin jazz, in cui mette in evidenza tutte le sue doti di chitarrista e compositore.

Prima di Kiko, si esibisce Andy Smith, chitarrista virtuoso, che riscalda il pubblico, preparandolo a quello sarà il pezzo forte della serata.

Kiko è accompagnato alla Batteria da Bruno Valverde (Angra, Adrian Smith e Richie Kotzen) e al basso da Felipe Andreoli (Angra, Sons of Apollo), il trio, ha alla base una sezione ritmica molto potente e compatta, che lascia libero Kiko di esprimersi al meglio.

Il teatro è pieno, si sente l’emozione del pubblico che attende impaziente l’inizio del concerto, alle 21:10 si spengono le luci e parte un intro pre-registrato che introduce il primo brano Blindfolded. L’attacco è subito forte, il trio parte in maniera potente senza sbavature, seguono Reflective e Overflow, le performance sono precise, potenti, ma molto sentite, non meccaniche, i brani ricalcano la struttura originale, ma ci sono alcune parti in cui Kiko si lascia andare a improvvisazioni sul tema, seguito da Bruno e Felipe che gli sono sempre incollati, creando una pasta sonora sempre compatta che lo sostiene.

Kiko non nasconde le suo origini Brasiliane, arriva infatti il momento di Pau de Arara, brano popolare Brasiliano, che vieni riarrangiato passando dalla Fusion al Latin al rock, il tempo si dilata. Gli spettatori assistono ad uno spettacolo artistico di alto livello, il trio sviluppa il tema passando attraverso vari stili musicali sempre con estrema naturalezza, lasciando molto spazio all’improvvisazione, regalando una performance che va oltre il Rock ed il Metal.

In sequenza arrivano Mind Rise, Dilemma e No Gravity, quest’ultima si dilata, nella parte centrale dove viene lasciato spazio a Felipe che si lascia andare ad una improvvisazione di Basso molto sentita.

Adesso arriva la parte che il pubblico aspetta, sul palco arriva una chitarra classica, Kiko mette, momentaneamente, da parte la chitarra elettrica, ed inizia l’intro di Conquer or Die!, brano strumentale dei Megadeth, che continua con un una serie di riff fatti con la chitarra elettrici alla Mustaine, l’ambiente nel teatro si surriscalda, i fan iniziano scatenarsi. Seguono Dystopia e Killing time, sempre dei Megadeth, in cui lo stesso Kiko, si cimenta nel cantato, dimostrando una discreta capacità, anche se il suo forte rimane la chitarra.

La sezione dedicata ai Megadeth, si conclude, lasciando il pubblico eccitato dalla performance, si continua con Feijao de Corda, altro brano in stile Brasiliano, in cui Bruno e Felipe mostrano le loro grandi capacita tecniche, lanciandosi in diversi soli e con Escaping che preannuncia l’ultima sezione del concerto.

Kiko non solo suona, incita il pubblico, sale e scende dal palco, cercando di creare il contatto con la platea, riscaldando il pubblico, che lo guarda con stupore e ammirazione.

Arriva la parte finale del concerto dedicata agli Angra, la band è carica, può dare il massimo suonando quello che conosce meglio. Si parte con medley che inizia Carry On, il pubblico esplode, in sequenza Spread Your Fire, Nova Era, Morning Star, Evil Warning e Speed, nel teatro il pubblico si alza in piedi in delirio, lo applaudono e lo incitano.

Kiko conclude il concerto con Nothing to say, brano iconico degli Angra, lo esegue con grande patos, probabilmente anche per omaggiare il compianto Andre Matos, cantante storico degli Angra prematuramente scomparso, a cui lo stesso Kiko ha dichiarato di essere particolarmente legato.

A termine concerto, Kiko, nonostante sia visibilmente stanco, si concede al pubblico, facendo foto e firmando copie di CD, in prevalenza degli Angra, tra cui anche la mia copia di Rebirth, è il suo modo di ringraziare i Fan del calore che gli hanno dimostrato negli anni, sia negli Angra che nei Megadeth. In questo momento ho visto la bellezza di un uomo che si concede agli altri, mettendosi a disposizione cercando il contatto con il pubblico con riconoscenza.

Kiko Loureiro è un musicista vero, sincero, la sua carriera è fatta di studio, sudore, passione per la musica, tanti live in tutto il mondo, dai piccoli locali agli stadi con più di 50.000 persone, tanta interazione con i musicisti con cui ha suonato, una passione infinita per la musica. È nel pieno della maturità tecnica ed artistica, un vero fenomeno della chitarra, ma anche un grande compositore, notevole il lavoro che ha fatto con gli Angra, che consiglio di ascoltare, ma anche quello fatto con i Megadeth.

Il nostro augurio e di poter sentire nuova musica, magari con qualche nuova collaborazione con un gruppo o un artista, per quanto sia un grande musicista, le sue migliori performance sono nei gruppi in cui ha suonato, supportando i grandi cantati con cui ha collaborato.

 

Simone Mongelli

Set list

  1. Intro
  2. Blindfolded
  3. Reflective
  4. Overflow
  5. Pau-de-Arara
  6. No Gravity
  7. Mind Rise
  8. Dilemma
  9. Conquer or Die!
  10. Du Monde
  11. Feijão de corda
  12. Dreamlike
Fotografie e articolo di Simone Mongelli