Skunk Anansie al Locus Festival

Un concentrato di suggestioni musicali allo stato puro, altalena continua tra stili e generi, mix perfetto ed inesauribile di heavy e hard rock, alternato a dolci ballate, quell’originalissimo mix tra funk, blues, reggae e hip hop, un concerto dirompente, energico e dai tanti contenuti, dove musica, partecipazione e impegno civile si sono uniti, tutto questo è stato lo show che ieri sera per il Locus Festival, gli Skunk Anansie hanno regalato ai propri fans, press l’Area 47 della Fiera del Levante di Bari.

L’incredibile impatto scenico e la grande voce di Skin hanno fatto vibrare l’Arena fin dalle prime note: la cantante britannica ha dominato il palco sfoderando la sua inconfondibile potenza vocale, la setlist ha celebrato oltre 30 anni di storia della band, alternando inni generazionali ,  da “Hedonism”, a“Weak”, da “Secretly” a “ You’ll follow me down”, alternando anche canzonicontenute nell’ultimo album, “The Painful Truth” e tra queste l’iconica “An Artist is An Artist”.  Il loro sound esplosivo ha entusiasmato i presenti, energia e distorsione, grandi riff di chitarra e una solida base ritmica hanno accompagnato la voce di Skin. Fedeli alla loro identità da sempre schierata e militante, gli Skunk Anansie  non si sono limitati a suonare, ma dal palco della fiera barese sono risuonate forti prese di posizione: la cantante ha lanciato un duro attacco politico contro gli attuali detentori del potere e ha mostrato vicinanza alla causa mediorientale sventolando la bandiera della Palestina, in mezzo a tutto ciò ha deciso di “mischiarsi alla folla”, gettandosi letteralmente in mezzo ai fans, coinvolgendo il pubblico in una sorta di connessione viscerale, senza compromessi e barriere, dove la cantante e la gente si sono riconosciuti ed identificati in un unico pensiero.

A conclusione dello spettacolo non sono mancate le soprese e i momenti simbolici: prima la fantastica interpretazione di “Highway to Hell” degli AC/DCpoi  la versione di “Bella Ciao”  (già cantata da Skin con i Marlene Kunz in passato), con cui la band ha salutato tutti i presenti, degno epilogo di un evento che rimarrà scolpito nella memoria.

Articolo di Giuseppe Frascella

Foto di copertina di Umberto Lopez per Locus Festival