C’è un’immagine che racconta tutto, da una parte, Wepro sul palco del Medimex di Taranto (dove qualche anno fa abbiamo avuto il piacere di intervistarlo) ad aprire per Tom Morello e i The Cult, davanti a migliaia di persone che urlano, dall’altra, lo stesso Wepro, solo, in salotto, con una chitarra accordata a modo suo e il rumore del frigorifero in sottofondo.
Tra quelle due immagini c’è “Molto piano”, il nuovo EP acustico in uscita dal 30 ottobre per Daylite Records: dopo “Music for Rapine” e il ritorno al concertone del Primo Maggio di Roma, Marco Castelluzzo in arte Wepro fa la mossa più rock che potesse fare in questo momento, fermarsi, rallentare e togliersi di dosso tutto: niente band, niente elettronica, niente muri di suono. Solo lui, la sua voce e le sue chitarre, non un semplice unplugged, ma una riscrittura, una rivisitazione non solo musicale, ma concettuale.
“Molto piano” non è l’operazione nostalgia di chi ripropone i pezzi vecchi in acustico per riempire un vuoto, è invece un lavoro di dissezione musicale, accuratamente introspettivo. Wepro riprende i brani chiave del suo repertorio, da “Blu cristallo”, a “Come mi vuoi”, da “Il senso delle piccole cose che sono grandi” al singolo anticipatore “Ti ho detto ti amo ma non lo pensavo” e li smonta completamente, li spoglia degli arrangiamenti originali, li rimette in piedi con nuove strutture, nuove accordature, nuovi respiri, quasi fossero brani appena scritti. Il risultato? Canzoni che conoscevamo, ma che ora suonano come se le stessimo ascoltando per la prima volta, sussurrate a un metro di distanza, con il salotto come studio, intimo, accogliente, senza sovrastutture e ridondanze di facciata, dove la scelta più originale del disco è proprio nella produzione, registrato interamente in casa, in salotto, nessuno studio asettico, nessun trucco.
I rumori restano, le imperfezioni anche, ma è proprio lì che il disco diventa vero: “Volevo che tutto il disco conservasse quel sapore domestico e autentico. Se prestate attenzione, qua e là potrete persino sentire i rumori dell’appartamento. Ed è giusto così.” Perché Wepro non vuole farci sentire quanto è bravo a suonare, vuole farci sentire quanto è vero quello che canta: “Perché sento che è arrivato il momento di rallentare, soprattutto emotivamente. Di prendersela con calma, di accettare e accettarsi. Vengo dal rock, che amerò per sempre, ma sento che, piano piano, il mio cuore mi sta portando altrove. Sono sempre stato una persona molto eclettica e sento di voler esplorare altri suoni, altri modi di raccontare le stesse emozioni.”
È la confessione di un artista che è cresciuto negli ultimi tempi: dalla borsa di studio al Berklee di Boston alla colonna sonora di Rapunzel per Disney, da Sanremo Giovani 2018 – dove Rolling Stone lo elesse miglior artista della serata – alla vittoria di Puglia Sounds Records 2022, fino a quella sera a Taranto in cui ha aperto per i suoi idoli.
Un percorso che lo ha portato ovunque, ma che ora lo riporta all’origine: una stanza, una chitarra, una voce, dimostrando che a volte bisogna avere il coraggio di abbassare il volume, ma con le idee sempre in transito.
“Molto piano” è il disco di un artista che non ha paura di mostrarsi fragile, proprio per questo suona più forte. Consigliato a volume basso, con le cuffie, di sera, come se foste in salotto. Buon ascolto!
Articolo di Giuseppe Frascella