ORACLE primo album dei MALIANT – Intervista a Larry Amati

I Maliant formazione Metal Italiana escono con l’album di debutto Oracle pubblicato il 22 gennaio 2026, il lavoro, registrato nei Domination Studio con il produttore Simone Mularoni, è molto coerente e si avvicina alle sonorità nordiche del metal scandinavo. L’album ha ricevuto molte critiche positive dalla stampa specializzata, come Metal Hammer, Metalitalia.com e Metal.it, ma anche dalla stampa straniera come Keep on Rockin'(rivista tedesca), che gli ha assegnato un punteggio di 8,6 su 10, e per chi conosce il genere metal sa che in Germania il genere Heavy Metal è preso molto seriamente, ottimo risultato dire. Oracle è un album auto prodotto che spazia su molti generi metal; ci sono elementi Alternative, Symphonic, Black e Death, rimanendo sempre molto personale con scelte artistiche non sempre comuni. La vocalist, Chiara, in arte Kyrah Aylin, si assume il ruolo di Diavolo e Acqua santa, spaziando dal Growl estremo alla lirica, con tutte le sfumature che ci sono in mezzo, con fluidità notevole passa tra le varie tecniche, rendendo ottima la sua performance. I brani sono molto articolati e presentano una discreta dose di elettronica e synth che si fondono con ritmiche Metal e batterie molto sostenute dal potente Franz Caputo, che crea il tappeto ritmico di tutto il sound del gruppo, con precisione e potenza. Il songwriting è molto raffinato, ogni singolo brano mostra una ricercatezza stilistica nei passaggi e una notevole tecnica.

Buona parte del songwriting è stato curato dal bassista e arrangiatore Salvatore Amati in arte Larry Ozen, che da anni disegna traiettorie musicali nei suoi progetti, vantando già diverse produzioni come nei Ragion Pura, con l’album Integrati, la collaborazione con 3 album degli Elegy of Madness e adesso con i Maliant; una evoluzione che lo ha portato dal Rock elettronico al Metal estremo, in un crescendo di capacità stilistiche creative tipiche degli artisti in perenne movimento che non si accontentano mai e guardano sempre avanti.

Un altro elemento positivo del disco, è la performance del chitarrista Valerio Edward De Rosa (già membro degli Embrace Of Souls), che mostra grandi capacità sia ritmiche che soliste, con un playing che risulta estremamente preciso, veloce e tagliente, e con assoli melodici in un mix di tecnica ed armonia con i brani.

Tutto l’album suona molto bene, il prodotto è molto professionale. La cosa molto interessante e che i Maliant sono per 3/4 pugliesi, infatti Larry e Valerio sono di Taranto mentre Franz è di Bari. La cantante Kyrah è invece siciliana, quindi una band Metal del Sud a tutti gli effetti, ma proiettati verso scenari internazionali.

Parliamo dell’album con Salvatore Amati in arte Larry Ozen, con cui ci intratteniamo con alcune domande.

Benvenuto su PugliaRock Larry:

Grazie PugliaRock per l’invito!

Quanto è difficile realizzare musica metal in Italia?

In realtà l’Italia mostra grandi potenzialità sia per la realizzazione della musica metal sia per suonarla dal vivo. E’ geograficamente differenziato lo scenario ma si può dire che ci sono realtà molto interessanti e ben collaudate un po’ ovunque.

Le recensioni dell’album sono molto positive, cosa vi aspettate per il futuro (concerti, tour ecc.)

Si, fortunatamente è stato un lancio molto positivo quello del 22 gennaio. L’album sta partendo molto bene e quindi c’è molto interesse per questo nuovo progetto, una realtà nuova nel nostro panorama e quindi c’è di conseguenza molta richiesta per poterci vedere dal vivo. Stiamo fissando alcune date, al momento al Sud, per l’estate; stiamo inoltre lavorando per alcune date al nord a partire dal prossimo autunno per poi proseguire durante tutto l’inverno 2027.

Visto che non siete tutti nella stessa città come avviene il vostro processo creativo?

Tenendo conto che siamo tutti distanti, abbiamo dovuto lavorare da remoto, buttando in primis le proprie idee, poi una volta condivise abbiamo fatto una scrematura dei brani potenzialmente utilizzabili per la playlist dell’album e li abbiamo arricchiti con orchestre, elettroniche, arrangiamenti, testi. Soltanto dopo averli ascoltati più e più volte abbiamo rifinito il tessuto sonoro per dare il giusto carattere a ciascun brano per renderlo il più possibile fedele alla linea che abbiamo immaginato per questo album.

Avete registrato presso il Domination Studio con il produttore Simone Mularoni, spesso le idee messe su demo prendono altre strade in fase di registrazione ed editing, quanto è importante avere un buon produttore? e perché proprio il Domination Studio?

Allora, avere un buon produttore è fondamentale perché quella che nasce come “demo” deve sublimare, trasformarsi, in qualcosa di più grande che dovrà necessariamente avere tutti gli standard richiesti dal mercato. Se il prodotto grezzo è la nigredo, il mix è l’albedo ed il mastering finale è la rubedo, lo studio è l’Athanor ed il produttore è quindi l’alchimista. Però noi musicisti siamo la matrice di quella che sarà l’opera finale e se non si è un tutt’uno con ciascun elemento dell’intero processo, la magia non accade. Ci siamo rivolti quindi a qualcuno che già conoscevamo, con cui già avevamo lavorato, qualcuno che ci avrebbe garantito un risultato eccellente e con cui c’è sempre stata empatia e totale sintonia. Per questo abbiamo scelto il Domination Studio di Simone Mularoni.

Quali sono le tematiche dell’album Oracle e chi scrive i testi?

Oracle, è una sorta di visione lontana, di un futuro distopico, di una terra ai limiti della vivibilità, di una umanità notevolmente ridotta di numero e per lo più resa schiava dal totalitarismo delle macchine, guidate dall’IA. L’Oracolo, che vedete anche nell’artwork, è una figura umanoide che ha un messaggio per tutti gli esseri umani, ossia: Dio è morto. Dio o le varie divinità non ci sono più, sono state sostituite da una Macchina che pretende di guidare l’umanità secondo rigidi algoritmi tesi a disumanizzare ciascuno per compiere quella che è l’Eutopia, ossia la società perfetta. I testi sono scritti per lo più da me e Kyrah, salvo il brano Annihilation il cui testo è del nostro batterista Franz.

Il songwriting segue il testo? o preferite prima scrivere i riff e poi il testo?

Allora, partiamo sempre dalla musica, ci facciamo trasportare dall’ispirazione, buttiamo giù le linee vocali ed infine scriviamo i testi. Poi ovviamente c’è la fase di rifinitura e quindi qualcosa può cambiare in itinere, ma solitamente il processo compositivo è sostanzialmente questo.

Quali sono i progetti futuri e come pensate di aumentare la vostra fanbase? (tenendo conte che questo genere non è molto sviluppato e sostenuto in Italia ma ha più adepti nel centro/nord europa)

Abbiamo già voglia di fare un altro album e credo questo sia naturale, perché quando tutto ti dimostra di aver fatto un buon lavoro, vien voglia subito di buttar giù nuove idee in vista di un secondo album. La nostra fanbase cresce pian piano, sempre più, non abbiamo fretta, ciascun passo è stato studiato per aspettarci risultati sul lungo termine, tutto ciò che facciamo segue un principio base, fondamentale, che è la coerenza e sulla base di essa, con il giusto tempo vedremo maturare i frutti che più ci interessano.

Puoi fare un po’ di spoiler? come sarà il prossimo lavoro dei Maliant?

Sarà elegantemente “cattivo”.

Per chi fosse interessato a vedervi live, ci sono delle date in puglia nei prossimi mesi?

Per gli amici pugliesi, il 12 Agosto 2026 suoneremo al Whisky A Go Go, viale dei Micenei, Marina di Pulsano.

Grazie Salvatore è stato un piacere fare questa intervista, vi auguro il meglio per il vostro nuovo album Oracle

Grazie a voi, è stato un piacere!!! Stay Metal!!!

Maliant “Oracle” disponibile su tutte le piattaforme digitali Spotify, Itune, Youtube ecc.

Tracklist

  1. Annihilation
  2. Elementary
  3. Rise And Fall
  4. Stigmata
  5. Entropy
  6. Desert Prayer (Instrumental)
  7. The Ritual Fire
  8. Mirror Of Deception
  9. Cyber 9
  10. The Witches’ Brew

 

Lineup

Kyrah Aylin: vocals

Valerio Edward De Rosa: guitars

Larry “Ozen” Amati: bass, keyboards, orchestras, electronics

Franz Caputo: drums

Articolo di Simone Mongelli

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