12 brani rock del 2025 che (forse) non avete sentito, e che meritano un ascolto

Yungblud – Hello, Heaven, Hello

Il 2025 è stato il suo anno. Idols non è ancora il disco rock della sua carriera, ma lo ha portato sempre più verso il sentiero della credibilità; il featuring di fine anno con gli Aerosmith ha fatto il resto.

 

Halestorm – Like a Woman Can

Dopo essere spariti dai radar, un grande ed ispirato ritorno per la band di Lzzy Hale, una delle voci femminili rock più potenti degli ultimi anni.

 

Leap – Waste Your Love

La rivelazione della scena Indie londinese e non solo, sono loro. Con Entropy, i LEAP confermano la loro grande capacità di scrivere brani rock, restando sempre orecchiabili.

 

Biffy Clyro – True Believer

Per Simon Neil e compagni, replicare gli ultimi lavori non era impresa semplice. Questa True Believer non ha nulla da invidiare agli ultimi grandi brani del trio scozzese: forse oggi, nessuno sa scrivere inni come loro.

 

Wolf Alice – Just Two Girls

Dopo una prima parte di carriera caratterizzato da un sound aggressivo, il duo londinese sfoggia un rock da camera elegante e sfizioso col brano Just Two Girls, titolo provocatorio e riduttivo.

 

Dinosaur Pile-Up – My Way

Cinque anni di pausa per rimettersi in carreggiata, ma i Dinosaur Pile-Up non fanno rimpiangere il tempo trascorso: energia e leggerezza allo stato puro, con qualche simpatico accenno di hip hop.

 

Starset – Shattered Dreams

Descrivere la musica degli Starset non è semplice, dato che la loro esperienza musicale è ricca di campionamenti. Forse, in sintesi, sono l’evoluzione che i Thirty Seconds To Mars non hanno mai avuto il coraggio di intraprendere.

 

I Hate Kate – Here in This Crazy

Se c’è una persona che sa scrivere canzoni impeccabili senza l’ausilio di un team di produzione, questi è Justin Mauriello. I tempi del punk rock alla American Pie sono ormai lontani, ma con gli I Hate Kate si resta nell’ underground con brani costantemente funzionali.

 

 

Shinedown – Searchlight

La voce di Brent Smith torna a brillare. Se è vero che gli Shinedown hanno smarrito lo smalto degli esordi, la nuova ricerca di un sound più radiofonico merita la dovuta attenzione.

 

 

Turnstile – Never Enough

Una delle conferme di questo decennio sono i Turnstile. Arrivati in sordina in Europa, con Never Enough possono accontentare più palati.

 

 

Bon Jovi, John Isbell – Waves

Una grande voce partecipa al disco di una grande leggenda. In questo brano dell’album Legendary dei Bon Jovi, John Isbell collabora nella riedizione del disco, dando vita ad un duetto di alto livello.

 

 

Tom Smith – Leave

Se il suo gruppo ha virato verso l’elettronica, il frontman degli Editors Tom Smith, torna da solista in una versione più intimistica. Non sicuramente il brano più originale, ma certamente molto sentito, e davvero ben riuscito.
 
Ps: una nota extra per il featuring metal dell’anno, completamente ignorato dal mercato italiano:


Amy Lee, Poppy, Courtney LaPlante – End Of You

 

Articolo di Giancarlo Caracciolo

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