I “Suoni del futuro” sono passati dallo Spazioporto di Taranto

C’è un posto in Italia dove la musica non si consuma, si costruisce e si chiama “Suoni dal Futuro” e quest’anno ha trovato la sua casa ideale presso lo Spazioporto di Taranto (nelle date del 16 e 17 ottobre), non un semplice palco, ma un luogo di partenza e di approdo per artisti che hanno scelto una strada precisa, imbracciare gli strumenti e suonare davvero. “Suoni dal Futuro Live Tour”, il progetto ideato da Manuel Agnelli, dal collettivo GERMI – Luogo di Contaminazione e da SIAE è un ambizioso contenitore artistico, nato per dare voce e palchi alla nuova scena musicale italiana , fucina per musicisti promettenti,  un format che unisce formazione permanente e un tour nei live club italiani. Sei i progetti emergenti in questa sessione autunnale che si sono alternati sul palco per portare nuova musica dal vivo e idee coraggiose, lontane dai grandi circuiti commerciali.

Venerdì 16 ottobre proprio presso Spazioporto abbiamo incontrato tre dei protagonisti: i Mass Demonstration, i Doobie Snack, e i Per Asperax, ne è venuta fuori una chiacchierata vivace, originale e per certi versi fuori dagli schemi.

I Mass Demonstration descrivono la loro evoluzione come “italianizzata”. Un passaggio forse all’inizio azzardato, ma che ha permesso alla band di esprimersi davvero e farsi conoscere.

«All’inizio l’idea era scrivere in inglese, come nei mixtape che ascoltavamo. Poi guardando gli altri artisti in giro ci siamo detti: perché non farlo in italiano? È stata una scelta pratica e generazionale. Abbiamo fatto diversi festival, è andata bene e il nome è rimasto in inglese, ma la musica è cambiata. È stata una bella evoluzione.»

Il loro modo di fare musica lo definiscono “di pancia”, diretto e coerente, mentre l’esperienza di “Suoni dal Futuro” la considerano a tutti gli effetti come la conferma di aver intrapreso la “direzione giusta”, una prova ad ampio raggio che sta consentendo di confrontarsi ed arricchirsi con artisti che risuonano umanamente e artisticamente alla stessa stregua.

Legami profondi che il tour lascia anche agli Doobie Snack. Un’avventura, quella di “Suoni dal Futuro”, che consente alla band veneta di immaginarsi e vedersi nel mondo, di capire cosa può succedere lontano dal proprio “guscio musicale”, in contesti e posti diversi e lontani. Musicalmente eterogenei, si definiscono comunque un gruppo metal “felicemente metal” con diversi registri e sfumature che spaziano dal free jazz allo ska, dall’italian pop allo strumentale, con la consapevolezza di mantenere fede al loro stile. Anime diverse che generano una musica che «non nasce da un pensiero razionale, ma che va a braccio e dove ci si diverte. Se lo fai ridendo, la musica riesce, fluisce, come vera espressione ed esigenza primordiale».

L’urgenza espressiva e la nuova percezione dei Per Asperax si respirano a pieni polmoni. Ritornare sullo stesso palco dello Spazioporto di Taranto — lo spazio che qualche anno fa, attraverso un contest, aprì loro le porte della notorietà in un momento di profonda sfiducia e a un passo dallo scioglimento — ha il sapore di un vero e proprio “ritorno a casa”.

Un rentrée che avviene da protagonisti assoluti attraverso “Suoni dal Futuro”, un’esperienza che la band definisce cruciale, capace di sancire e radicare la propria “coscienza artistica”. Sul palco si sentono dei “privilegiati”: è qui che, in piena libertà, possono dare sfogo a una musica fatta di pura irrequietezza. Il loro sound è legato da un’atmosfera unica, una sorta di “spezia” che insaporisce e completa la loro visione artistica, trovando proprio nella complessa realtà di Taranto la principale fonte d’ispirazione.

Un concept che trova la sua massima espressione proprio nei live: un mix sonoro tra post-punk ed emocore, trainato da testi vibranti che escono direttamente dall’anima.

Valore musicale che caratterizza anche Vittoria Donda, che dopo il debutto sulle piattaforme di streaming, guarda già avanti. «In cantiere c’è sicuramente un singolo in uscita il prossimo mese», rivela. «È un periodo in cui mi sto chiudendo in studio e sento la necessità di registrare e buttare giù idee. Non vedo l’ora di condividerle».

La crescita di Vittoria non passa solo attraverso il disco, ma anche per lei attraverso “Suoni dal futuro”, «Un’esperienza come questa mi sta regalando davvero tanto. Suonare live è la cosa più bella che ci sia per me, e avere la possibilità di espormi a nuove città e nuove persone mi riempie di gioia. Stiamo migliorando molto a livello di suoni e performance. Dopo ogni data sento che cresciamo personalmente e artisticamente sempre di più».

Se Vittoria plasma il suo futuro tra le mura dello studio, i The Whistling Heads hanno varcato i confini nazionali, trovando ad Amsterdam l’ispirazione per il loro nuovo progetto: “Intelligent Punk Music”.” Il titolo dell’EP racchiude tutto il senso di questa nuova uscita», racconta la band. «È molto ironico ma rappresenta appieno il periodo storico che stiamo vivendo, molto più artificiale e “intelligente” che punk. La monotonia di questa generazione ci ha portato a fare qualcosa fuori dalla nostra comfort zone, come andare ad Amsterdam a produrlo». «Quel viaggio in Olanda per noi è stato fondamentale. C’è una scena musicale con un sound ben definito. Il sound di questo EP è stato delineato grazie alla mano di Tom Ogilvie dei Housepainters: ascoltando capirete subito l’influenza».

Anche per loro ” Suoni dal Futuro” si può descrivere con una parola, ovvero “scoperta”. «Stiamo scoprendo un sacco di musicisti e band che condividono i nostri stessi sogni e le nostre ansie, una realtà disposta a spaccarsi la schiena per quello che ama fare e che è sicuramente pronta a rimanere unita anche nelle difficoltà. E questo è un bel principio di scena musicale in Italia. Senza Suoni dal Futuro non sarebbe stato possibile».

Nel panorama contemporaneo, muovere i primi passi da solista richiede coraggio, visione e identità ed in questo Limonka sembra avere le idee chiarissime.

Per presentarsi al pubblico in questa nuova veste, Limonka ha scelto una traccia dal titolo fortemente simbolico: “Incendio (Casa Mia)”. Attualmente l’unico brano pubblicato, che rappresenta molto più di un semplice debutto: «Credo segni un addio sincero al passato, non tanto musicalmente, quanto a livello di testo», spiega. Nella sua scrittura si avvertono influenze importanti del cantautorato e del rock alternativo italiano: pilastri come Motta o Manuel Agnelli. Modelli da cui ha ereditato la capacità rara di «dire le cose con grande onestà e poesia, senza risultare mai “puzzoni”».

In un’epoca di produzioni seriali e trend dettati dalle piattaforme, la scelta di Limonka e della sua band è un ritorno alle origini: imbracciare gli strumenti e suonare davvero. Nessuna guerra ideologica contro la tecnologia o l’AI – «semplicemente non è la mia roba», ammette – ma la consapevolezza di non saper fare musica in nessun altro modo.

Filosofia che trova la sua dimensione ideale in proprio in “Suoni dal Futuro”. «Siamo in tantissimi a credere in questo tipo di musica. Non per questo siamo più bravi, più belli o più onesti», conclude Limonka. «Semplicemente seguiamo quello che ci fa stare bene ed è bello sapere di essere una grande tribù».

”Suoni dal Futuro”: un manifesto di libertà artistica che è solo l’inizio di un viaggio intenso per questi ragazzi, sei progetti differenti, ma uniti dalla stessa idea, non annoiare e, soprattutto, non annoiarsi, con al centro l’originalità, la creatività e la continua sperimentazione,   il talento come punto di partenza e con lo sguardo inevitabilmente rivolto verso il futuro.

Articolo di Giuseppe Frascella

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